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RICERCHE DI FILOLOGIA, LETTERATURA E STORIA

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I MIRABILIA URBIS ROMAE

a cura di: MARIA ACCAME ed EMY DELL’ORO

Formato 14,5x23 - Pag. 224
Confezione a filo refe in brossura
ISBN 88-88617-06-X
Prezzo: € 26,00

 

I Mirabilia urbis Romae sono un trattatello originariamente scritto in latino, la cui redazione più antica databile agli anni 1140-1143, ci è tramandata in un’opera della curia romana di carattere amministrativo-liturgico, il cosiddetto Liber Polypticus, composto da Benedetto canonico di san Pietro.

I Mirabilia possono definirsi «la guida medievale di Roma»perché rispetto ai precedenti itinerari o ai vari e semplici cataloghi di monumenti e di chiese, presentano Roma con un carattere del tutto nuovo, che mostra una consapevolezza del fascino dell’antichità e un vivo interesse per il leggendario e il simbolico della tradizione classica e cristiana. Tradotto in varie lingue, il testo ha avuto una grande fortuna a partire dal Medioevo, ed è all’origine di tutte le guide della città che si sono susseguite nel tempo e dell’idea di incanto e di fascino che in ogni epoca ha suscitato Roma.

Il volume presenta il testo latino con la prima traduzione italiana moderna, accompagnata da note di commento e da un’ampia introduzione storica.

MARIA ACCAME del Dipartimento di Filologia Greca e Latina dell’Università di Roma «La Sapienza», in un precedente studio aveva esaminato la tradizione del testo dei Mirabilia più antichi e di alcune successive rielaborazioni (Contributi sui ‘Mirabilia urbis Romae’, Genova 1996). Ha svolto le sue ricerche prevalentemente nell’ambito dell’Umanesimo latino approfondendo problemi connessi alla traduzione del greco (con l’edizione di Leonardo Bruni traduttore di Demostene: la Pro Ctesiphonte, Genova 1986) e al commento ai classici (con l’edizione Le Postille del Petrarca a Quintiliano. Cod. Parigino lat. 7720, Firenze 1988). Ha condotto una serie di studi sull’umanista romano Pomponio Leto, maestro allo Studium Urbis .

EMY DELL’ORO del Dipartimento di Filologia Greca e Latina dell’Università di Roma «La Sapienza», ha rivolto il suo interesse allo studio di autori e aspetti dell’Umanesimo. In particolare si è dedicata alla figura di Martino Filetico, maestro alle corti di Pesaro e Urbino e presso lo Studium Urbis, alla sua produzione poetica (Il ‘De poetis antiquis’ di Martino Filetico, 1983) e ad alcuni suoi scritti minori in prosa di rilevante interesse per l’ambiente umanistico romano del secondo Quattrocento (Uno scritto di Martino Filetico sugli inventori dell’alfabeto, 1998).